Sicurezza, prima, dopo e durante...

 

La sicurezza non è mai troppo, si usa dire...

 

In effetti l'immersione subacquea può comportare dei rischi che spesso non sono sufficientemente valutati. Non parliamo di quelli intrinseci all'attività sportiva in sé ma di quelli correlati, spesso legati a situazioni non previste.

 

Un'uscita in gommone per un rapido tuffo si può trasformare in una situazione poco piacevole se, usciti dall'acqua dopo 40 minuti troviamo 30 nodi di bora bianca...

 

Sul golfo di Trieste, come in tutto l’alto Adriatico, fino a Chioggia, alla laguna Veneta e alla Romagna e le coste del pesarese, la direzione tipica di questo vento è quella di E-NE.

 

Nella Venezia Giulia, il vento, a causa delle grandi differenze di temperature che si instaurano tra l’altopiano del Carso, molto più freddo, e il litorale, sensibilmente più caldo, si rinforza notevolmente, divenendo furioso e turbolento, con raffiche che possono superare la soglia dei 150–160 km/h. Queste situazioni possono instaurarsi nel giro di una decina di minuti, o anche meno.

 

È quindi bene prendere informazioni anche sulle condizioni meteo, prima di immergersi.

 

Nello stesso tempo, in caso di incidenti più seri, legati questa volta all'immersione, è bene conoscere in anticipo i centri di assistenza più vicini, medici ed iperbarici.

 

Per questo motivo riportiamo i link dei riferimenti maggiormente significativi, in Italia ed all'estero.

Utili informazioni possono essere reperite anche contattando le capitanerie di porto, preposte anch'esse al soccorso ed alla sicurezza in mare.

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